venerdì 4 novembre 2016

Il Libro di Charlotte

Il Libro di Charlotte
R. J Palacios
Giunti ed. 
Quarta puntata della saga WONDER


Per chi ha amato Wonder da qualche settimana era arrivata in libreria l'ultima puntata della saga. La prima al femminile. 

Ho finito di leggerlo a fatica! Personalmente penso non sia all'altezza degli altri. Come protagonista femminile avrei di gran lunga preferito leggere la storia di Summer. Ma Charlotte ha qualcosa da raccontare. Solo che non così. Non legato ad Augie (che non compare quasi per niente in questo libro). E' poi troppo femminile, persino nel colore scelto per la copertina. Il tema centrale oltre alle amicizie (divisione dei gruppi tra popolari e non ecc) è il balletto. Nessun sentimento nei confronti di Augie e della situazione che si vive a scuola. Troppo freddo. Forse è fatto ad hoc perché Charlotte è proprio così. Ma... NI. Non mi ha convinta. Eppure ho amato alla follia Wonder. Ho difeso Julian e amato Christopher. 

Charlotte è quella che vorrebbe essere popolare ma rimane nel gruppo delle meno popolari. La migliore studentessa finché non arriva Ximena a prenderle il posto. Ha un grande cuore. Ma è timida. Questo dal libro ci arriva ma non nel modo profondo a cui Palacio ci aveva abituati. 

Nodo della storia è il gala di danza che vede protagoniste 3 ragazze di 3 gruppi ben distinti a scuola. Durante le prove nasce una vera amicizia che però c'è soltanto fuori da scuola. In mensa tutto è come prima. Ci sarebbe molto da raccontare si questo. E, infatti, salvo il libro solo e soltanto per il discorso finale di Ximena, emozionante fino alle lacrime. 

Ma Augie? Dov'è Augie in tutto questo? Diventa fin troppo secondario per i miei gusti. Nemmeno il racconto del primo incontro. La prima reazione. Nulla. 

Qualche errore di battitura nei dialoghi hanno forse contribuito a non farmi amare Charlotte, ora che alle edizioni sono molto attenta.

Se comunque avete letto Wonder, Julian e Christopher non potrà mancare lei. POi mi direte cosa ne pensate. E, anche se dicono sia l'ultimo, speriamo si decida a raccontare la storia di Summer!  


venerdì 14 ottobre 2016

Tesori nascosti ovvero scritti che vengono alla luce

Sistemando carte ieri ho trovato un foglio con dei miei pensieri. Sono pensieri buttati giù durante la lettura di un libro che amo: "La Pedagogia della Lumaca". Sono pensieri sull'educazione e sulle cose che abbiamo perso. Quelle conoscenze che un tempo venivano tramandante in maniera naturale a casa e che oggi molti lasciano come compito alle maestre e i maestri. E viceversa. 
Quella fiducia che c'era... e che man mano si sta perdendo. Il rispetto. 
Ancora oggi, a distanza di 2 anni, questi pensieri mi rispecchiano. Anche più di prima. 



Comincia così:

COMUNITÀ' SCOLASTICA.
Si, lo so che mi ripeto, ma ci credo fortemente. Maestre e genitori insieme per il bene comune. Là dove non arriva la scuola subentra la famiglia e viceversa. Leggere, fare dei lavoretti. Le maestre ci chiedono spesso di far fare delle attività ai nostri bambini er migliorare la motricità fine, per esempio. Perché non programmare queste attività INSIEME alle maestre e secondo il loro (IL NOSTRO!!!) programma?

  • Autunno
  • Natale
  • Inglese
  • Storia
  • Italiano...
  • Attività a casa! 
CASA dovrebbe essere considerata una materia in più e noi genitori i maestri. 

Per poterlo fare dovremo comunicare più spesso e meglio. Oggi ci sono i mezzi per farlo. 

VIA la paura del prof. o del genitore "che rompe". Via! Collaborare. Insieme si può. Ognuno con le proprie capacità. Tra i 22 / 26 bambini di una classe ci saranno genitori appassionati di storia, che sappiano coltivare un orto, fare un laboratorio di cucina, leggere a voce alta, sperimentare con la scienza, passeggiare in natura con una guida, parlare in lingua madre, insegnare la propria cultura... mettiamo insieme le nostre risorse per far crescere LA CLASSE INSIEME. 

Perché insieme si può tutto! 

Che si possa ancora credere in una scuola così? 




martedì 11 ottobre 2016

La bambina dimenticata del tempo

La bambina dimenticata dal tempo
Siobhan Down


"Io non credo in nessun Piccolo Popolo, Rur. E' roba da bambini. Io credo nel'adesso. E' l'unica cosa che abbiamo. Qui e ora. Oggi" 



Questo è il mio terzo libro di Siobhan Down. Non delude mai. Chi sa con quali meraviglie sarebbe riuscita a sorprenderci ancora se la vita l'avesse lasciata continuare a percorrere fogli bianchi e a riempirli! 

Ho scoperto Siobhan grazie a un incontro di Leggere insieme ancora a tema notte. Maria ha portato "Sette minuti dopo la mezzanotte". Un libro nato da una sua idea e lasciato incompiuto. Ma era una storia così importante che non poteva non essere scritta. Di questo libro non sono ancora riuscita a parlare. Il post è la, in attesa, ma tocca così tante corde che ancora non ci riesco. Aspetto al rilettura. Ma la scoperta mi ha portata a cercare di conoscere meglio questa scrittrice. E come si fa? Ovvio! Leggendo i suoi libri. 

Dopo "Sette minuti..." è toccato a "Il mistero del London Eye" che, seppur con delle caratteristiche completamente diverse dal primo, condivide il "fiato sospeso" e la voglia di continuare a leggere. Per entrambi troviamo dei protagonisti tutti da scoprire! Maschi, ragazzi di oggi, con i problemi di oggi. 

Fiato sospeso e protagonista sono di nuovo il punto in comune con questo suo libro. Un protagonista maschile e adolescente con i propri problemi. Affascinante. Reale. Tenero. Duro. VERO. Un fiato sospeso con due storie che si intrecciano e che non ti permettono di lasciare il libro sul comodino. 

Siamo in Irlanda, nell'estate del 1981. In quei giorni alcuni detenuti dell'IRA cominciarono la loro lotta per ottenere lo status speciale di "prigionieri politici" con uno sciopero della fame. 10 di loro digiunarono fino alla morte. Un pezzo di storia della quale ormai non si parla (almeno qui in Italia) racchiusa in questo libro. Perché leggere ti apre la mente e ti ricorda la storia. Perché chi legge non dimentica. Il nostro protagonista, Fergus, vive tutto questo in maniera molto partecipativa. Suo fratello maggiore, infatti, è rinchiuso nel carcere dov'è cominciato lo sciopero. I suoi vicini di casa sono i parenti dei ragazzi che sono in carcere con suo fratello. Fergus è quindi costretto ad avere una opinione sulla giustizia e sul senso del dovere. 

Ma in questo libro non ci troviamo soltanto nel 1981. Il destino vuole che Fergus, durante una uscita in montagna con suo zio, trovi un corpo sepolto. Il corpo di una bambina. Una mano. Un bracciatelo. Una corda. Una bambina dimenticata dal tempo che riposa in quella montagna da 2000 anni. Attraverso dei sogni Fergus riuscirà a sentire la voce di Mel e a ricostruire la sua storia. 

Storie di odio, vendetta, lotta tra fratelli. Popoli che vivono insieme ma non riescono a CONvivere. 

"il suo corpo si scosse come se avesse detto una battuta irresistibile. Anche lei stava ridendo e un attimo dopo si stavano baciando per davvero. Le mise una mano dietro la schiena e con l'altra le scompigliò i corti capelli. Roscillin e i suoi problemi, la vernice scrostata e i graffiti e i cadavere al mattatoio volarono via come scintille. C'erano soltanto lui e Cora, uniti per i fianchi come gemelli siamesi, e lingue di fuoco che scendevano su di loro e il calore metallico del portellone. Il sole strombazzò, incitandoli, e perché l'intero mondo non faceva la stessa cose, sempre, perché?"

E ovviamente, nel frattempo, ce la vita che scorre. La vita di un ragazzo che deve affrontare gli esami finali, che sogna di fare il dottore, che sta per prendere la patente e che scopre l'amore. C'è anche la Famiglia. Si con la F maiuscola. Ce ne sono più di una a dire il vero. 

E non continuo perché rischio di spoilerare troppo! Non a caso questo libro ha vinto la ha vinto la Carnegie Medal 2009 come miglior libro dell'anno per ragazzi o giovani adulti pubblicato nel Regno Unito, concesso per la prima volta a titolo postumo. Per non parlare del glossario finale e della nota storica dell'autrice, molto gradito per chi, come me, vuole sempre approfondire. 




Per sapere di più: 
- Il sito della fondazione di Sibhan Down: http://www.siobhandowdtrust.com/
- Un articolo su Sibhan Down di Caterina Ramonda per "Il fatto quotidiano"
- La recensione di Libri e marmellata

venerdì 26 agosto 2016

Il cosa-leggerà-la-gente o “I Diritti Imprescrittibili del Lettore" - Daniel Pennac


Tratto da “Come un romanzo” di  Daniel Pennac (ed. Feltrinelli)

1. Il diritto di non leggere.

Essere liberi di decidere di fare altro, di non leggere. Senza questa libertà non sarebbe una vera lista di diritti. Fare pause tra un libro e un altro, decidere di dedicare del tempo a un hobby piuttosto che alla lettura; per periodi di tempo a anche per sempre. E’ un nostro diritto. 

2. Il diritto di saltare le pagine.

Poter saltare dei punti che riteniamo noiosi no fa di noi “brutti lettori”, anzi.

3. Il diritto di non finire il libro.

Non tutti i libri ci prendono, non tutti ci piacciono. Nessun problema. Possiamo anche abbandonarlo senza sentirci in colpa. 



4. Il diritto di rileggere.

“rileggere per il piacere di un nuovo incontro”. Non solo un diritto ma anche un dovere per certi versi. 

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.

Se pensiamo ai bambini subito ci vengono in mente i libri di Peppa Pig o Geronimo Stilton. No! E perché no? La vera soddisfazione arriva quando i bambini abbandonano Peppa ed Stilton verso nuovi libri. Ma... ci sarebbero arrivati senza aver conosciuto “il libro” attraverso quelli, chiamiamoli, commerciali?

6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).

“è questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell’universo romanzesco...”
Tornare quindi alle nostre prime emozioni da lettori! 

E tu dove leggi? - di Géraldine Collet e Magali Le Huche
Edizioni Clichy


7. Il diritto di leggere ovunque.

Un libro sempre in tasca, ogni momento e luogo e buono. 

8. Il diritto di spizzicare.

“quando non si ha nè il tempo nè i mezzi per concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?”

9. Il diritto di leggere ad alta voce.

Più che un diritto è per noi genitori un dovere! 

10. Il diritto di tacere.

Insegnami l’arte dei piccoli passi. - Antoine de Saint-Exupéry

Insegnami l’arte dei piccoli passi.

Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.
Non ti chiedo né miracoli né visioni
ma solo la forza necessaria per questo giorno!
Rendimi attento e inventivo per scegliere
al momento giusto
le conoscenze ed esperienze
che mi toccano particolarmente.

Rendi più consapevoli le mie scelte
nell’uso del mio tempo.
Donami di capire ciò che è essenziale
e ciò che è soltanto secondario.
Io ti chiedo la forza, l’autocontrollo e la misura:
che non mi lasci, semplicemente,
portare dalla vita
ma organizzi con sapienza
lo svolgimento della giornata.

Aiutami a far fronte,
il meglio possibile,
all’immediato
e a riconoscere l’ora presente
come la più importante.
Dammi di riconoscere
con lucidità
che le difficoltà e i fallimenti
che accompagnano la vita
sono occasione di crescita e maturazione.

Fa’ di me un uomo capace di raggiungere
coloro che hanno perso la speranza.
E dammi non quello che io desidero
ma solo ciò di cui ho davvero bisogno.

Insegnami l’arte dei piccoli passi.

Antoine de Saint-Exupéry


sabato 20 agosto 2016

"Mallko y Papá" de Gusti Rosemffet (e Mallko)


Il giorno che Gustavo Rosemffet condivideva su facebook 
un articolo scritto per il giornale "La Voz"ho colto l'occasione al volo 
e gli ho scritto in privato chiedendo il permesso 
di tradurre questa bellissima intervista 
perché anche voi poteste leggerla.
Lui è l'autore di "Mallko y Papà" che racconta il rapporto con suo figlio, 
nato con la sindrome di Down. 
Con il suo libro, del 2014, Gustavo Rosemffet, in arte Gusti, ha vinto il premio Bolognaragazzi Award for Disability, all’interno della Bologna Children’s Book Fair

 
Con l'augurio che presto potremo anche avere questo libro in Italia 
vi lascio alle sue parole! 

Ana


Gustavo Rosemffet: il modo di vedere la vita cambiò. 
Lui è uno degli illustratori più importanti del mondo ispano-parlante e ha scritto e illustrato "Mallko e papà", un libro nel quale ci racconta i momenti più rappresentativi della vita di ogni giorno di suo figlio, nato con la sindrome di Down. 


Mi chiedono come mai mi venne in mente di scrivere un libro per raccontare la storia di mio figlio Mallko, nato con la sindrome di Down.
Credo che pensai fosse importante raccontare come furono le cose fin dall'inizio. Così, magari, altre persone potranno vedere che la esperienza non è poi così terribile e che si può andare avanti. 

Come padre, vorrei riuscire a rendere Mallko il più indipendente possibile e che la sua vita sia felice. Per quanto mi riguarda: la mia "resistenza" durò tanti anni, ho fatto ricerca e ritiri spirituali per cercare di comprendere il perché di quello che stavamo vivendo con nostro figlio. In una cerimonia guarì quello che doveva essere guarito, semplice così. Può darsi che io abbia avuto bisogno di 15 anni per essere pronto a questo passo ma fu cosi' e sono felicissimo di aver fatto questo passo in avanti. Mia moglie Anne e Theo, il fratello grande di Mallko, hanno vissuto sempre con molta naturalità la nuova realtà. Per Theo, Mallko è sempre stato il miglior fratello e Anne, come ogni madre, con amore incondizionato, beh lei è sempre stata, c'è e ci sarà sempre; a fianco di Mallko, in ogni momento possibile. 

Da quando nostro figlio è nato il modo di vedere la vita è cambiato.Ho appresso e adottato una nuova scala di valori molto più interessante di quella che avevo prima e non ci sono probabilità che io possa tornare indietro. Oggi guardo sempre avanti. Mallko mi ha insegnato ad accettare, con lui ho imparato che non bisogna porre resistenza, è peggio: bisogna darsi e amare.Come ho già detto qualche volta, Mallko è quel essere speciale che mi ha insegnato ad arrendermi. Lui mi insegna ogni giorno che l'unica via passa attraverso l'amore. 

La maggior parte della mia famiglia e degli amici mi fu vicina quando nacque Mallko. Non l'ho mai sentito come compassione, anzi. Mio figlio è abituato a vedere disegni e foto che lo ritraggono. Quando vide i disegni del libro disse solo, segnalando la copertina: "Mallko". 

Accarezzare una ferita. 
Mio figlio adora accarezzare una ferita che ho nella mano, rimane come in trance, rimaniamo insieme in trance. A lui piace svegliare Theo la mattina per andare a scuola. Dice "tuto, tuuto" e s'infila nel suo letto. Con Anne balla tanto. A lui piace fare i versi da mostro, rincorrerti, giocare. Quando è da solo guarda dei film, video o cartoni e gli piace cucinare. 

Mallko ci da una mano in tutto. Penso che attraverso la stesura del libro ho fatto un lavoro di guarigione, alcune delle pagine sono state delle vere e proprie catarsi per me, piangevo di emozione, tremavo... con altre pagine ridevo e... mi sentivo ridicolo. Si, una vera guarigione per me, e ne sono davvero grato.Con mio figlio ho imparato ad accettare le cose come sono e non come uno vorrebbe che fossero. Quello che c'è, quello che non c'è e sempre ringraziare per quello che abbiamo.  

Mi piace questo spazio artistico perché la disabilità svanisce e la libertà di espressione non si mette a contare i cromosomi, né le braccia né nient'altro. La scrittura e l'arte sono uno spazio inclusivo. Quando vado a presentare il libro torno sempre a casa con uno zaino pieno di emozioni che trabocca e, ogni tanto, mi ritrovo con le lacrime agli occhi quando meno me lo aspetto. Sento pura gratitudine, la gente si avvicina, mi guarda e mi ringrazia. Mi raccontano la loro vita, mi fanno dei regali. Insomma, una ragnatela dove ci ritroviamo in tanti a condividere situazioni simili.  


Gustavo Rosemffet ha 51 anni. Nato a Buenos Aires vive da 30 anni a Barcellona. E' musico, ornitologo, illustratore e autore. E' uno degli illustratori più importanti del mondo ispano-parlante. Ha illustrato molti libri per l'infanzia e ha pubblicato in più di 20 paesi. I suoi libri sono stati tradotti in giapponese, inglese, francese, coreano, portoghese, ebraico e catalano. Tra i premi ricevuti il Pomme D’Or (Bratislava), Apel les Mestres (1990) e il "Premio Nacional de Ilustración" (1990).

Per sapere di più:
- Su Facebook è Gusti,
- web: gustiart.com
Visitate anche  windown.org una associazione senza animo di lucro per lavorare per una società inclusiva. 

venerdì 19 agosto 2016

LiBeR: libri per bambini e ragazzi

La rivista LiBeR, trimestrale di informazione bibliografica e orientamento critico, è da oltre 25 anni un osservatorio dei fenomeni che interessano il mondo del libro per bambini e ragazzi.





La rivista si rivolge a insegnanti, bibliotecari, librai, genitori e a tutti coloro che si occupano di letture per l'infanzia e l'adolescenza e propone l'aggiornamento necessario per seguire le tendenze del settore.

Recensioni: in ogni numero 24 libri da non perdere, analizzati dagli esperti di LiBeR.
Articoli: contributi critici, interviste, sondaggi, per approfondire, con taglio multidisciplinare, i fenomeni e le tendenze in corso. 
Dossier Segnali di lettura: materiale di "letteratura grigia", progetti, iniziative, attività di promozione della lettura, curati e realizzati da biblioteche, scuole e altri enti.
Rubriche: l'aggiornamento su campi che propongono importanti chiavi di lettura dell'immaginario infantile. 

Con l'abbonamento annuale a LiBeR si ricevono a casa 4 numeri della rivista insieme a 4 "Schede novità", un supplemento di informazione bibliografica sulle novità librarie per bambini e ragazzi dell'ultimo trimestre. Oltre 500 segnalazioni bibliografiche per orientare le scelte di lettura e di acquisto. Ogni libro è descritto con un utile abstract, è indicata la fascia d'età di lettura e viene proposto un giudizio sintetico espresso con "stellette" che ne consente una immediata valutazione.

La rivista LiBeR e quindi un ottimo strumento per essere sempre aggiornati sulle novità del mercato. I numeri della rivista affrontano:
- bibliografie tematiche
- interviste ad autori
- zoom sull'editoria
- promozione alla lettura, ecc.

Sommario rivista 105 (Gennaio - Marzo 2015)
Sommario rivista 106 (Aprile – Giugno 2015)


Inoltre, sulla pagina web potete trovare tantissime informazione, bibliografie, articoli. Potete anche cercare i sommari dei numeri precedenti QUI e acquistare i numeri della rivista degli anni scorsi QUI.


Non possiamo dimenticarsi delle altre pubblicazioni che LiBeR offre agli amati della letteratura per l'infanzia:



L'ultimo arrivato, "Nati sotto il segno dei libri: il bambino lettore nei primi mille giorni di vita", di Luigi Paladin e Rita Valentino Merletti, analizza i primi 3 anni di vita del bambino, avvalendosi anche delle scoperte della neuroscienza e spiega anche come sia necessario incominciare fin da subito a leggere e a raccontare proponendo libri di qualità. 


Senza dimenticare "Libro fammi grande" un libro indispensabile per capire come sia possibile arricchire, tramite i libri, la lettura e la narrazione, la vita dei bambini fin da quando vengono al mondo. 



* parte del testo di questo post è tratto dal depliant della rivista LiBeR

Auto-intervista un po libresca

Da una idea di Leggere insieme ancora vi lascio questa intervista fatta a me stessa e aggiornata! 

Se volete divertirvi potete farlo anche voi! 


Presentiamoci!

Nome e cognome, e se lo hai, soprannome
Ana Gutierrez Garcia (ne ho 2 di cognomi, sono spagnola!) Da piccola mi chiamavano Ana GG un po’ per le 2 G del cognome un po’ perché ero sempre sorridente. (si pronuncia hehe)

Città natale e città dove vivi
Oviedo – Asturias – Spagna
Villafranca di Verona – Verona – Veneto – “Lo stivale”

Città ideale
Firenze.. .. .. ..

Età vera ed età che senti
38 e 38

Famiglia in ordine cronologico
Mamma Marisa, papi, amore mio Adriano, fratellino David
Lucia (2009), Andrea (2011), Angela (2013)

Segno zodiacale
pesci, non so altro!

Colore preferito
rosso e nero, alla pari (ma non parlo di calcio)

Numero fortunato
? mai fatto caso

Piatto preferito
la tortilla!

La scelta che ti ha cambiato la vita
Adriano

L'ultimo acquisto compulsivo
hahahahahahahaha libri.

L'ultima bugia detta
niente bugie, se mai mezze verità!

Il primo libro che ricordi
aveva una strega, ma non ricordo il titolo

Ultimo libro letto
Noi siamo infinito (compiti pre Chambers!)

Incendio! Scegli un oggetto e un libro da salvare.
il pc

Il personaggio letterario che più ti somiglia
Mary Poppins

Un autore con cui andresti a prendere un caffè, uno con cui andare in vacanza e uno da sposare
caffè con Ken Follet, vacanza con Emily Dickinson, non sposerei nessun altro che mio marito

Miglior libro da regalare a chi ami 
Il profeta di Gibran

Entra in un libro e cambia il finale. Dove sei e cosa è successo?
“Un giorno”, sono vecchia, ricordo mia mamma ma non sono sola, tutta la mia famiglia è accanto a me.

Il libro che meno ti è piaciuto e quello che hai odiato
El Quijote per tutte 2 le risposte. Mi hanno obbligato a leggerlo a scuola, ma obbligare nessuno a leggere. Ancora oggi non l’ho finito!

Sei il Ministro della pubblica Istruzione: scegli un libro per ogni fascia di
età (materna, elementare, medie e liceo) da introdurre nei programmi
Non mi azzarderei a scegliere, chiederei a persone esperte! Un bravo ministro dovrebbe avere un team che arriva dove lui non può!

A spasso nel tempo: quale libro vorresti aver scritto e/o illustrato?
non sono così brava!

3 libri da lasciare alle future generazioni
solo 3? Il Profeta, Il mondo di Sofia, il Viaggio di Teo.

Consigliaci 3 libri assolutamente da non perdere
non posso, ognuno ha i propri gusti!

Ora tocca a voi!
Ana
con Luci e Andrea

Pierino e il Lupo


pierino e il lupo

A casa mia la musica è sempre stata protagonista. La domenica ci si sedeva in salotto ad ascoltare musica, opera… Mio padre aveva collegato la radio alla antenna della tivù per poter sentire le dirette della RAI dalla Scala di Milano! 

Il mio primo ricordo musicale riguarda un lupo… un lupo cattivo! E un bambino, molto coraggioso a che ha per amici tanti animali. Ho due chiari, chiarissimi ricordi di “Pierino e il Lupo”. Uno è legato a questa immagine di Disney. Avevo il disco con la musica e il libro con la storia. 
sahasa
L’altro ricordo è legato a mio padre che, dopo molto insistere, convisse il Comune della mia città a proporre a tutte le scuole la favola di “Pierino e il Lupo” come Sergej Prokofiev la voleva: orchestra e narratore! Io avevo ormai 18 anni e ho fatto da segretaria di produzione nel progetto. Ho visto la faccia di tutti i bambini mentre scoprivano quanto meravigliosa può essere la musica classica se solo lasci che l’immaginazione ti guidi verso altri mondi, se ti lasci trasportare dalle onde che le note disegnano nelle partiture!

Le faccine dei bambini che ascoltano a bocca aperta e Il piccolo Sahsa disegnato rosa e rosso con la cresta da Disney, questi sono i miei ricordi!

La celebre fiaba tradizionale di "Pierino e il lupo", musicata da Sergej Prokofiev narra la storia di un ragazzo che, con l'aiuto dei suoi inseparabili amici animali, riesce a catturare un ferocissimo lupo. Ogni personaggio della storia è contraddistinto da uno specifico strumento musicale,

mercoledì 27 luglio 2016

ERO CATTIVO

Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ed.
collana "Nuvole"


"Sempre a pensare ai libri. Sono proprio gente priva di idee, gli insegnanti. Quella di italiano mi faceva le domande e poi si dimenticava di ascoltare le risposte. Come va a casa Angelo? Tuo padre ha trovato lavoro? E prima che riuscissi a mettere insieme due parole diceva:

- Ragazzi, aprite a pagina 29 che non abbiamo tempo da perdere.
A volte avrei voluto che nei libri si potesse davvero imparare qualcosa. Qualcosa di vero. Qualcosa per aiutarti a parlare con le altre persone. Ma i libri erano uno schifo, non servivano a niente."



Angelo è un ragazzo cattivo. Lui pensa di essere cattivo. Ne è convinto. Da ragazzo cattivo si comporta ogni giorno con compagni e insegnanti, in collegio. Sarà dopo un scherzo finito male che Angelo troverà una possibilità di cambiare la sua vita. Viene inviato a vivere in una comunità, con altri 3 ragazzi "cattivi". Un prete pittore, una cuoca sorridente e un desiderio profondo diventato realtà, un cane tutto suo. Questo quello che Angelo trova in comunità. 

"Cominciava a piacermi, quel matto di un prete. Non era come gli altri. I grandi, voglio dire. Ti fanno sentire in colpa per tutto quello che fai, anche se non hai fatto niente. Se ti diverti troppo, loro subito ci trovano una colpa"

Attraversiamo un anno della vita di Angelo nelle pagine di questo libro. Un anno che vede Angelo pensare e ragionare per arrivare da solo a capire la fonte della sua cattiveria. E a convincersi che si può cambiare, che è ancora in tempo. Che nessuno nasce cattivo. 

Ci sono altri libri per capire i bulli. Le persone che si nascondono dietro ai bulli. I ragazzi cattivi. Per capire da dove arriva la loro rabbia e perché si vendicano con altri più deboli di loro. C'è, ad esempio, "La Storia di Julian" il bullo della serie di libri di Wonder. Ma questo libro, che sì, parla di questo, ma va decisamente oltre. 
In questo libro si trovano le cattiverie del mondo di questo ragazzo, uno come tanti: il collegio, il padre che lo maltratta, i sabati passati a casa come un fantasma perché i suoi non lo considerano, la mamma che non ferma il padre fino all'ultimo. 
Ma qui, tra queste pagine, c'è la soluzione. La fiducia. Il prete che guida la comunità in campagna ha fiducia nei ragazzi. Mette loro alla prova con se stessi. Non obbliga. Non castiga. Da sempre un altra opportunità. Concede sostegno. E attraverso l'arte (dei ritratti che lui fa immaginando il futuro e il cinema) fa si che siano loro ad arrivare da soli al loro futuro. Ed è guadagnando la fiducia in loro stessi che loro si salvano dal "essere cattivi". 

"E pensavo che non era stato poi così male, essere lì in quella casa in mezzo alla campagna. E pensavo che mi piaceva come parlava, il prete. E mi piaceva che scegliesse con cura le parole.Avevo notato che diceva sempre quando e non diceva mai se. Non ti diceva se riuscirai ad essere promosso, vedrai che... ma quando sarai promosso, vedrai che..."

Un libro che mi è piaciuto moltissimo. Profondo, vero, sincero. Come parlare di cose difficile con semplicità. Io non so davvero come fa! Uno di quei libri che, una volta girata l'ultima pagina, mi viene voglia di ringraziare l'autore per averlo pensato e scritto. Tra i migliori di Antonio Ferrara (almeno tra i migliori di quelli che ho letto io). Come adulto ci fa pensare a quanto invadiamo la privacy e la crescita dei nostri ragazzi e quanto poco riusciamo ad avere empatia con loro, a capire il loro mondo. (e pensare che io mi consideravo una ragazza fino a poco tempo fa!!!!) 

Ai ragazzi, spero, da una parte da la possibilità di vedere che il cambiamento è possibile. Da l'altra insegna che la cattiveria non è innata che bisogna guardare oltre, come fa il nostro prete. E non tutto avrà un lieto fine, perché la vita, in fondo, è così. Non sempre va tutto bene. Ed è giusto vedere anche questo nei libri.

Con questo libro Antonio Ferrara ha vinto il Premio Andersen nel 2012 per il miglior libro oltre i 15 anni. Appena uscita a giungo la nuova edizione.


Per sapere di più vi lascio qualche altra recensione: 

La recensione di Biblioletture Ragazzi (con booktrailer)
La recensione di Qualcuno con cui correre
La recensione di Mangialibri
La recensione di Libri e Marmellata
La recensione di Sul Romanzo

“Stavo con gli occhi aperti. Il buio era denso, potevi toccarlo. Ripensavo a quel pensiero amaro. Era un pensiero enorme, non sapevo come prenderlo, dovevo girarci intorno da tutte le parti, ai margini. Non potevo pensarci, mi veniva come una nausea, mi toglieva il respiro. Il guaio era che uno bisognava che cercasse di pensare soltanto alle cose che doveva fare, ma era la testa che pensava per conto suo. E questo era: io ero cattivo”