sabato 20 agosto 2016

"Mallko y Papá" de Gusti Rosemffet (e Mallko)


Il giorno che Gustavo Rosemffet condivideva su facebook 
un articolo scritto per il giornale "La Voz"ho colto l'occasione al volo 
e gli ho scritto in privato chiedendo il permesso 
di tradurre questa bellissima intervista 
perché anche voi poteste leggerla.
Lui è l'autore di "Mallko y Papà" che racconta il rapporto con suo figlio, 
nato con la sindrome di Down. 
Con il suo libro, del 2014, Gustavo Rosemffet, in arte Gusti, ha vinto il premio Bolognaragazzi Award for Disability, all’interno della Bologna Children’s Book Fair

 
Con l'augurio che presto potremo anche avere questo libro in Italia 
vi lascio alle sue parole! 

Ana


Gustavo Rosemffet: il modo di vedere la vita cambiò. 
Lui è uno degli illustratori più importanti del mondo ispano-parlante e ha scritto e illustrato "Mallko e papà", un libro nel quale ci racconta i momenti più rappresentativi della vita di ogni giorno di suo figlio, nato con la sindrome di Down. 


Mi chiedono come mai mi venne in mente di scrivere un libro per raccontare la storia di mio figlio Mallko, nato con la sindrome di Down.
Credo che pensai fosse importante raccontare come furono le cose fin dall'inizio. Così, magari, altre persone potranno vedere che la esperienza non è poi così terribile e che si può andare avanti. 

Come padre, vorrei riuscire a rendere Mallko il più indipendente possibile e che la sua vita sia felice. Per quanto mi riguarda: la mia "resistenza" durò tanti anni, ho fatto ricerca e ritiri spirituali per cercare di comprendere il perché di quello che stavamo vivendo con nostro figlio. In una cerimonia guarì quello che doveva essere guarito, semplice così. Può darsi che io abbia avuto bisogno di 15 anni per essere pronto a questo passo ma fu cosi' e sono felicissimo di aver fatto questo passo in avanti. Mia moglie Anne e Theo, il fratello grande di Mallko, hanno vissuto sempre con molta naturalità la nuova realtà. Per Theo, Mallko è sempre stato il miglior fratello e Anne, come ogni madre, con amore incondizionato, beh lei è sempre stata, c'è e ci sarà sempre; a fianco di Mallko, in ogni momento possibile. 

Da quando nostro figlio è nato il modo di vedere la vita è cambiato.Ho appresso e adottato una nuova scala di valori molto più interessante di quella che avevo prima e non ci sono probabilità che io possa tornare indietro. Oggi guardo sempre avanti. Mallko mi ha insegnato ad accettare, con lui ho imparato che non bisogna porre resistenza, è peggio: bisogna darsi e amare.Come ho già detto qualche volta, Mallko è quel essere speciale che mi ha insegnato ad arrendermi. Lui mi insegna ogni giorno che l'unica via passa attraverso l'amore. 

La maggior parte della mia famiglia e degli amici mi fu vicina quando nacque Mallko. Non l'ho mai sentito come compassione, anzi. Mio figlio è abituato a vedere disegni e foto che lo ritraggono. Quando vide i disegni del libro disse solo, segnalando la copertina: "Mallko". 

Accarezzare una ferita. 
Mio figlio adora accarezzare una ferita che ho nella mano, rimane come in trance, rimaniamo insieme in trance. A lui piace svegliare Theo la mattina per andare a scuola. Dice "tuto, tuuto" e s'infila nel suo letto. Con Anne balla tanto. A lui piace fare i versi da mostro, rincorrerti, giocare. Quando è da solo guarda dei film, video o cartoni e gli piace cucinare. 

Mallko ci da una mano in tutto. Penso che attraverso la stesura del libro ho fatto un lavoro di guarigione, alcune delle pagine sono state delle vere e proprie catarsi per me, piangevo di emozione, tremavo... con altre pagine ridevo e... mi sentivo ridicolo. Si, una vera guarigione per me, e ne sono davvero grato.Con mio figlio ho imparato ad accettare le cose come sono e non come uno vorrebbe che fossero. Quello che c'è, quello che non c'è e sempre ringraziare per quello che abbiamo.  

Mi piace questo spazio artistico perché la disabilità svanisce e la libertà di espressione non si mette a contare i cromosomi, né le braccia né nient'altro. La scrittura e l'arte sono uno spazio inclusivo. Quando vado a presentare il libro torno sempre a casa con uno zaino pieno di emozioni che trabocca e, ogni tanto, mi ritrovo con le lacrime agli occhi quando meno me lo aspetto. Sento pura gratitudine, la gente si avvicina, mi guarda e mi ringrazia. Mi raccontano la loro vita, mi fanno dei regali. Insomma, una ragnatela dove ci ritroviamo in tanti a condividere situazioni simili.  


Gustavo Rosemffet ha 51 anni. Nato a Buenos Aires vive da 30 anni a Barcellona. E' musico, ornitologo, illustratore e autore. E' uno degli illustratori più importanti del mondo ispano-parlante. Ha illustrato molti libri per l'infanzia e ha pubblicato in più di 20 paesi. I suoi libri sono stati tradotti in giapponese, inglese, francese, coreano, portoghese, ebraico e catalano. Tra i premi ricevuti il Pomme D’Or (Bratislava), Apel les Mestres (1990) e il "Premio Nacional de Ilustración" (1990).

Per sapere di più:
- Su Facebook è Gusti,
- web: gustiart.com
Visitate anche  windown.org una associazione senza animo di lucro per lavorare per una società inclusiva. 

venerdì 19 agosto 2016

LiBeR: libri per bambini e ragazzi

La rivista LiBeR, trimestrale di informazione bibliografica e orientamento critico, è da oltre 25 anni un osservatorio dei fenomeni che interessano il mondo del libro per bambini e ragazzi.





La rivista si rivolge a insegnanti, bibliotecari, librai, genitori e a tutti coloro che si occupano di letture per l'infanzia e l'adolescenza e propone l'aggiornamento necessario per seguire le tendenze del settore.

Recensioni: in ogni numero 24 libri da non perdere, analizzati dagli esperti di LiBeR.
Articoli: contributi critici, interviste, sondaggi, per approfondire, con taglio multidisciplinare, i fenomeni e le tendenze in corso. 
Dossier Segnali di lettura: materiale di "letteratura grigia", progetti, iniziative, attività di promozione della lettura, curati e realizzati da biblioteche, scuole e altri enti.
Rubriche: l'aggiornamento su campi che propongono importanti chiavi di lettura dell'immaginario infantile. 

Con l'abbonamento annuale a LiBeR si ricevono a casa 4 numeri della rivista insieme a 4 "Schede novità", un supplemento di informazione bibliografica sulle novità librarie per bambini e ragazzi dell'ultimo trimestre. Oltre 500 segnalazioni bibliografiche per orientare le scelte di lettura e di acquisto. Ogni libro è descritto con un utile abstract, è indicata la fascia d'età di lettura e viene proposto un giudizio sintetico espresso con "stellette" che ne consente una immediata valutazione.

La rivista LiBeR e quindi un ottimo strumento per essere sempre aggiornati sulle novità del mercato. I numeri della rivista affrontano:
- bibliografie tematiche
- interviste ad autori
- zoom sull'editoria
- promozione alla lettura, ecc.

Sommario rivista 105 (Gennaio - Marzo 2015)
Sommario rivista 106 (Aprile – Giugno 2015)


Inoltre, sulla pagina web potete trovare tantissime informazione, bibliografie, articoli. Potete anche cercare i sommari dei numeri precedenti QUI e acquistare i numeri della rivista degli anni scorsi QUI.


Non possiamo dimenticarsi delle altre pubblicazioni che LiBeR offre agli amati della letteratura per l'infanzia:



L'ultimo arrivato, "Nati sotto il segno dei libri: il bambino lettore nei primi mille giorni di vita", di Luigi Paladin e Rita Valentino Merletti, analizza i primi 3 anni di vita del bambino, avvalendosi anche delle scoperte della neuroscienza e spiega anche come sia necessario incominciare fin da subito a leggere e a raccontare proponendo libri di qualità. 


Senza dimenticare "Libro fammi grande" un libro indispensabile per capire come sia possibile arricchire, tramite i libri, la lettura e la narrazione, la vita dei bambini fin da quando vengono al mondo. 



* parte del testo di questo post è tratto dal depliant della rivista LiBeR

Auto-intervista un po libresca

Da una idea di Leggere insieme ancora vi lascio questa intervista fatta a me stessa e aggiornata! 

Se volete divertirvi potete farlo anche voi! 


Presentiamoci!

Nome e cognome, e se lo hai, soprannome
Ana Gutierrez Garcia (ne ho 2 di cognomi, sono spagnola!) Da piccola mi chiamavano Ana GG un po’ per le 2 G del cognome un po’ perché ero sempre sorridente. (si pronuncia hehe)

Città natale e città dove vivi
Oviedo – Asturias – Spagna
Villafranca di Verona – Verona – Veneto – “Lo stivale”

Città ideale
Firenze.. .. .. ..

Età vera ed età che senti
38 e 38

Famiglia in ordine cronologico
Mamma Marisa, papi, amore mio Adriano, fratellino David
Lucia (2009), Andrea (2011), Angela (2013)

Segno zodiacale
pesci, non so altro!

Colore preferito
rosso e nero, alla pari (ma non parlo di calcio)

Numero fortunato
? mai fatto caso

Piatto preferito
la tortilla!

La scelta che ti ha cambiato la vita
Adriano

L'ultimo acquisto compulsivo
hahahahahahahaha libri.

L'ultima bugia detta
niente bugie, se mai mezze verità!

Il primo libro che ricordi
aveva una strega, ma non ricordo il titolo

Ultimo libro letto
Noi siamo infinito (compiti pre Chambers!)

Incendio! Scegli un oggetto e un libro da salvare.
il pc

Il personaggio letterario che più ti somiglia
Mary Poppins

Un autore con cui andresti a prendere un caffè, uno con cui andare in vacanza e uno da sposare
caffè con Ken Follet, vacanza con Emily Dickinson, non sposerei nessun altro che mio marito

Miglior libro da regalare a chi ami 
Il profeta di Gibran

Entra in un libro e cambia il finale. Dove sei e cosa è successo?
“Un giorno”, sono vecchia, ricordo mia mamma ma non sono sola, tutta la mia famiglia è accanto a me.

Il libro che meno ti è piaciuto e quello che hai odiato
El Quijote per tutte 2 le risposte. Mi hanno obbligato a leggerlo a scuola, ma obbligare nessuno a leggere. Ancora oggi non l’ho finito!

Sei il Ministro della pubblica Istruzione: scegli un libro per ogni fascia di
età (materna, elementare, medie e liceo) da introdurre nei programmi
Non mi azzarderei a scegliere, chiederei a persone esperte! Un bravo ministro dovrebbe avere un team che arriva dove lui non può!

A spasso nel tempo: quale libro vorresti aver scritto e/o illustrato?
non sono così brava!

3 libri da lasciare alle future generazioni
solo 3? Il Profeta, Il mondo di Sofia, il Viaggio di Teo.

Consigliaci 3 libri assolutamente da non perdere
non posso, ognuno ha i propri gusti!

Ora tocca a voi!
Ana
con Luci e Andrea

Pierino e il Lupo


pierino e il lupo

A casa mia la musica è sempre stata protagonista. La domenica ci si sedeva in salotto ad ascoltare musica, opera… Mio padre aveva collegato la radio alla antenna della tivù per poter sentire le dirette della RAI dalla Scala di Milano! 

Il mio primo ricordo musicale riguarda un lupo… un lupo cattivo! E un bambino, molto coraggioso a che ha per amici tanti animali. Ho due chiari, chiarissimi ricordi di “Pierino e il Lupo”. Uno è legato a questa immagine di Disney. Avevo il disco con la musica e il libro con la storia. 
sahasa
L’altro ricordo è legato a mio padre che, dopo molto insistere, convisse il Comune della mia città a proporre a tutte le scuole la favola di “Pierino e il Lupo” come Sergej Prokofiev la voleva: orchestra e narratore! Io avevo ormai 18 anni e ho fatto da segretaria di produzione nel progetto. Ho visto la faccia di tutti i bambini mentre scoprivano quanto meravigliosa può essere la musica classica se solo lasci che l’immaginazione ti guidi verso altri mondi, se ti lasci trasportare dalle onde che le note disegnano nelle partiture!

Le faccine dei bambini che ascoltano a bocca aperta e Il piccolo Sahsa disegnato rosa e rosso con la cresta da Disney, questi sono i miei ricordi!

La celebre fiaba tradizionale di "Pierino e il lupo", musicata da Sergej Prokofiev narra la storia di un ragazzo che, con l'aiuto dei suoi inseparabili amici animali, riesce a catturare un ferocissimo lupo. Ogni personaggio della storia è contraddistinto da uno specifico strumento musicale,

mercoledì 27 luglio 2016

ERO CATTIVO

Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ed.
collana "Nuvole"


"Sempre a pensare ai libri. Sono proprio gente priva di idee, gli insegnanti. Quella di italiano mi faceva le domande e poi si dimenticava di ascoltare le risposte. Come va a casa Angelo? Tuo padre ha trovato lavoro? E prima che riuscissi a mettere insieme due parole diceva:

- Ragazzi, aprite a pagina 29 che non abbiamo tempo da perdere.
A volte avrei voluto che nei libri si potesse davvero imparare qualcosa. Qualcosa di vero. Qualcosa per aiutarti a parlare con le altre persone. Ma i libri erano uno schifo, non servivano a niente."



Angelo è un ragazzo cattivo. Lui pensa di essere cattivo. Ne è convinto. Da ragazzo cattivo si comporta ogni giorno con compagni e insegnanti, in collegio. Sarà dopo un scherzo finito male che Angelo troverà una possibilità di cambiare la sua vita. Viene inviato a vivere in una comunità, con altri 3 ragazzi "cattivi". Un prete pittore, una cuoca sorridente e un desiderio profondo diventato realtà, un cane tutto suo. Questo quello che Angelo trova in comunità. 

"Cominciava a piacermi, quel matto di un prete. Non era come gli altri. I grandi, voglio dire. Ti fanno sentire in colpa per tutto quello che fai, anche se non hai fatto niente. Se ti diverti troppo, loro subito ci trovano una colpa"

Attraversiamo un anno della vita di Angelo nelle pagine di questo libro. Un anno che vede Angelo pensare e ragionare per arrivare da solo a capire la fonte della sua cattiveria. E a convincersi che si può cambiare, che è ancora in tempo. Che nessuno nasce cattivo. 

Ci sono altri libri per capire i bulli. Le persone che si nascondono dietro ai bulli. I ragazzi cattivi. Per capire da dove arriva la loro rabbia e perché si vendicano con altri più deboli di loro. C'è, ad esempio, "La Storia di Julian" il bullo della serie di libri di Wonder. Ma questo libro, che sì, parla di questo, ma va decisamente oltre. 
In questo libro si trovano le cattiverie del mondo di questo ragazzo, uno come tanti: il collegio, il padre che lo maltratta, i sabati passati a casa come un fantasma perché i suoi non lo considerano, la mamma che non ferma il padre fino all'ultimo. 
Ma qui, tra queste pagine, c'è la soluzione. La fiducia. Il prete che guida la comunità in campagna ha fiducia nei ragazzi. Mette loro alla prova con se stessi. Non obbliga. Non castiga. Da sempre un altra opportunità. Concede sostegno. E attraverso l'arte (dei ritratti che lui fa immaginando il futuro e il cinema) fa si che siano loro ad arrivare da soli al loro futuro. Ed è guadagnando la fiducia in loro stessi che loro si salvano dal "essere cattivi". 

"E pensavo che non era stato poi così male, essere lì in quella casa in mezzo alla campagna. E pensavo che mi piaceva come parlava, il prete. E mi piaceva che scegliesse con cura le parole.Avevo notato che diceva sempre quando e non diceva mai se. Non ti diceva se riuscirai ad essere promosso, vedrai che... ma quando sarai promosso, vedrai che..."

Un libro che mi è piaciuto moltissimo. Profondo, vero, sincero. Come parlare di cose difficile con semplicità. Io non so davvero come fa! Uno di quei libri che, una volta girata l'ultima pagina, mi viene voglia di ringraziare l'autore per averlo pensato e scritto. Tra i migliori di Antonio Ferrara (almeno tra i migliori di quelli che ho letto io). Come adulto ci fa pensare a quanto invadiamo la privacy e la crescita dei nostri ragazzi e quanto poco riusciamo ad avere empatia con loro, a capire il loro mondo. (e pensare che io mi consideravo una ragazza fino a poco tempo fa!!!!) 

Ai ragazzi, spero, da una parte da la possibilità di vedere che il cambiamento è possibile. Da l'altra insegna che la cattiveria non è innata che bisogna guardare oltre, come fa il nostro prete. E non tutto avrà un lieto fine, perché la vita, in fondo, è così. Non sempre va tutto bene. Ed è giusto vedere anche questo nei libri.

Con questo libro Antonio Ferrara ha vinto il Premio Andersen nel 2012 per il miglior libro oltre i 15 anni. Appena uscita a giungo la nuova edizione.


Per sapere di più vi lascio qualche altra recensione: 

La recensione di Biblioletture Ragazzi (con booktrailer)
La recensione di Qualcuno con cui correre
La recensione di Mangialibri
La recensione di Libri e Marmellata
La recensione di Sul Romanzo

“Stavo con gli occhi aperti. Il buio era denso, potevi toccarlo. Ripensavo a quel pensiero amaro. Era un pensiero enorme, non sapevo come prenderlo, dovevo girarci intorno da tutte le parti, ai margini. Non potevo pensarci, mi veniva come una nausea, mi toglieva il respiro. Il guaio era che uno bisognava che cercasse di pensare soltanto alle cose che doveva fare, ma era la testa che pensava per conto suo. E questo era: io ero cattivo”

venerdì 22 luglio 2016

Il segreto di Ciro

Il segreto di Ciro
Antonio Ferrara
illustrazioni di Lorenzo Manià
Il Castoro

"Sono un vigliacco, pensava seduto sul sedile posteriore, mentre il vento lo prendeva a schiaffi, sono un vigliacco e sto fregando tutti e due, sto fregando le due persone a cui voglio più bene." 


Questa è una storia romantica. Di quel romanticismo che vive nell'adolescenza. Un amore di estate che vuole arrivare fino all'inverno. 

Il figlio del cimitero

Il figlio del cimitero - la storia di un bambino che viveva tra le tombe. 
Neil Gaiman 
Illustrazioni: Dave McKean 
Traduzione: Giuseppe Iacobaci 
Mondadori

"Che sei diverso, lo sai già. Che sei vivo. Che ti abbiamo preso... che ti hanno preso a vivere qui; e che io ho accettato di essere il tuo tutore."


Un altro libro di Gaiman. Un altro libro che non riesci a smettere di leggere.

lunedì 18 luglio 2016

L'oceano in fondo al sentiero

L'oceano in fondo al sentiero
Neil Gaiman
Traduzione di Carlo Prosperi
Mondadori

"Adesso ti dico una cosa importante. Nemmeno gli adulti, dentro, hanno l'aspetto di adulti. Fuori sono grandi e grossi, sventati e fieri di sé. Dentro, invece, hanno l'aspetto di sempre, quello che avevano alla tua età. La verità è che gli adulti non esistono. Non c'è ne nemmeno uno in tutto il mondo. (...) Tranne nonna, ovviamente" 




Non è facile cominciare a raccontar questo libro. 190 pagine da leggere quasi di un fiato. Non riesci a smettere perché rimani sospeso nella storia, prigioniero come il nostro protagonista. Nel prologo si presenta a noi un adulto che torna a casa per un funerale. Ma viene attratto verso la fattoria in fondo alla strada. E mentre sta seduto davanti allo stagno, davanti all'oceano, della fattoria riaffiorano in lui i ricordi da bambino. Di un bambino di 7 anni che ha scoperto il valore della amicizia. Una amicizia che gli ha salvato la vita. Comincia quindi il racconto di questo bambino che ama leggere, ha paura di dormire con la porta chiusa, vive con mamma, papà e una sorella. In casa ci sono problemi economici quindi la sua stanza viene affittata e lui costretto a condividere la camera. 


"Non era venuto nessuno al mio settimo compleanno. (..) Ero triste perché alla mia festa non era venuto nessuno ma felice di avere un pupazzo di Batman. Per non parlare del regalo di compleanno che aspettava di essere divorato, un'edizione in cofanetto delle Cronache di Narnia che portai subito di sopra. Sdraiato sul letto, mi perse nelle storie. Mi piaceva. I libri erano sempre meno pericolosi delle persone."


L'ultimo affittuario è un cercatori di opali che, sommerso dai debiti, decide di suicidarsi proprio nella macchina di famiglia, in fondo al sentiero, vicino alla fattoria dei Hempstock. E' qui, in realtà, che comincia la nostra storia. Il bambino viene accompagnato alla fattoria per non dover vedere il cadavere. La conosce la famiglia Hempstock: nonna, mamma e figlia. E proprio Lettie, la Hempstock più piccola, a diventare sua amica. Tornato a casa cominciano gli incubi. Ma al risveglio ecco Lettie ad aspettarlo. Lettie che sa già che ha avuto un brutto sogno. Da questo momento in poi entriamo in una voragine fatta di creature di altri mondi che cercano di entrare nel nostro per rimanere. Suo malgrado il nostro protagonista diventerà la porta di entrata per uno di loro. E sarà proprio Lettie, insieme a sua madre e a sua nonna ad aiutarlo a tener salva la vita. Le donne Hempstock che non hanno età. 

"I miti mi piacevano. Non erano storie da adulti e non erano storie per bambini. Erano molto meglio. Erano e basta. Le storie da adulti non avevamo mai né capo né coda, e per giunta impiegavano un mucchio di tempo a entrare nel vivo. Mi davano la sensazione che per essere adulti bisognasse conoscere segreti, mitici segrete iniziatici. Perché allora i grandi non leggevano le storie di Narnia, perché non si interessavano a isole segrete e spie e fate minacciose?" 
"L'oceano in fondo al mare" si legge tutto di un fiato. I segreti della famiglia Hempstock, l'essere tra la vita e la morte del nostro protagonista, la lotta contro forze oscure. Insieme a loro ci avventuriamo in un universo fatto da esseri senza tempo e di magie. Sempre in bilico e con il fiato sospeso attraversiamo i ricordi di un quarantenne che ha vissuto un vero incubo che stenta a credere sia reale. 
"La mano di Lettie nella mia mi diede coraggio. Ma Lettie era solo una bambina, anche se una bambina più grande, anche se aveva 11 anni, anche se aveva 11 anni da un sacco di tempo. Ursula Monkton era una adulta. Non importava, in quel momento, che fosse la personificazione di ogni mostro, di ogni strega, di ogni incubo. Era anche un'adulta, e quando gli adulti combattono i bambini, vincono sempre." 
Il libro è edito da Mondadori nella collana "strade blu", non proprio una collana per bambini bensì per adulti. Ma questo libro andrebbe benissimo anche per Young adults. La storia è raccontata dal punto di vista bambino. Anche se il protagonista è un quarantenne, dal momento che inizia a ricordare il narratore diviene, di fatto, un bambino di 7 anni. Un bambino lettore di 7 anni. Con le sue paure e il suo modo di vedere il mondo. Quindi lo consiglierei dai 12 anni in su se hanno già letto altri libri di Gaiman. 
"Si era messa a piangere. Mi sentivo a disagio. Non sapevo mai come comportarmi quando gli adulti piangevano. Mi era capitato solo due volte: avevo visto piangere i miei nonni quando era morta la zia, in ospedale, e avevo visto piangere mia madre. I grandi non dovevano piangere, di questo ero certo. Non hanno una madre a confortarli" 
Mentre leggevo ricordavo il fascino che da adolescente avevano le "forze oscure". Mi sono venuti in mente molte conversazioni con amici sulla vita, la religione, la morte, la spiritualità. Questo sarebbe uno di quei libri da leggere quando s'inizia ad avvicinarsi alle domande fondamentali nella adolescenza. Al mistero nascosto dietro ogni cosa che ogni adolescente cerca, prima o poi. 

martedì 12 luglio 2016

RICKER RACKER CLUB

RICKER RACKER CLUB
Patrick Guest
Nathaniel Eckstrom
Giralangolo EDT

"Le femmine sono ammesse, ma solo il martedì" 


Chi non ha mai voluto far parte di un club segreto? Ma per far parte del Ricker Racker Club bisogna essere maschio. Una volta alla settimana bisogna fare qualcosa di incredibilmente coraggioso o gentile. I maschi del club, che aumentano pagina dopo pagina, sono molto coraggiosi. Fanno cose strepitose come attraversare la foresta delle ragnatele o mettere la testa dentro la tana di una volpe. Loro hanno:
- una stretta di mano segreta
- una parola d'ordine segreta
- una tartaruga che si chiama Albert
- una danza segreta per le occasioni speciali

Poi c'è Poppy. La femmina. Lei fa tantissime cose gentili per i maschi del club. regala loro il budino, riordina le camere... Ma non è ancora entrata nel Ricker Racker Club. Lei ne può far parte soltanto il martedì. 

Un giorno Albert finisce diritto nella tana del lupo sonnacchioso, antagonista dei nostri bravi maschietti. Tutti cercano "coraggiosamente" di salvare la tartaruga. Ma chi sarà la più coraggiosa di tutti? E chi dovrà poi essere gentile? 

 Una storia dolcissima per parlare del potere magico dell'amicizia senza genere; maschio, femmina? Importa poco se a vincere è il team. Anzi! Il team è più completo così. 

Per saperne di più:
- La recensione di Biblioragazziletture
- La recensione di Universo Mamma
- La recensione di Vita Zero Tre

martedì 5 luglio 2016

L'Albero di Natale

L'albero di Natale
Julie Salamon
Illustrazioni di Jill Weber
Sonzogno ed.

"Chiunque abbia avuto un amico o lo sia stato, sa che ci vuole un sacco di lavoro. Questo è vero sopratutto quando uno degli amici è un essere umano e l'altro è un albero. (...) Di fatto molte amicizia tra umani se ne avvantaggerebbero  se le persone si sforzassero di capirsi reciprocamente come lei si sforzò di capire il suo albero." 




Questo libro mi ha conquistata già dalla copertina. Non ne avevo mai sentito parlare ma vedendolo (in un gruppo FB di acquisto libri usati) l'ho voluto a tutti i costi. Non so bene perché. Arrivato stamattina, letto senza (quasi) sosta. 

Potrei dire che è un libro magico. Da nessuna parte si dice che sia un libro per bambini/ adolescenti. Ma io lo farei leggere già dai 10 anni. 120 pagine in un piccolo formato per narrare la storia di un albero, di una bambina e del uomo che farà "vivere per sempre" il loro legame. 

La storia narra della ricerca del albero di natale perfetto. Il capo giardiniere del Rockefeller Center ogni anno cerca l'albero simbolo del Natale newyorchese. Nel 1995 l'albero fu donato dal Convento del New Jersey. Da quella donazione nacque anche questo libro, secondo l'autrice frutto della fantasia. 

Il nostro giardiniere, il protagonista del libro, trova questo abete norvegese, perfetto, bello, grande, frondoso. L'albero di cui avrebbe bisogno per il Rockefeller Center. Albero, così si chiama questo altro protagonista, vive però in un convento. Suo Anthony, la nostra (stupenda) protagonista lo ha visto crescere ed è cresciuta con lui. La Madre Superiora lascerà a lei la decisione se donare Albero oppure no.

Così nasce un legame tra Suor Anthony e il nostro giardiniere. Un'amicizia che durerà anni. Visite al giardino, chiacchierate, lezioni ai bambini sugli alberi. Attraverso la narrazione di piccole storie che raccontano la sua vita, Suor Anthony ci fa dono della sua presenza, fino a quasi diventare una di famiglia. Poche pagine ma un personaggio che davvero rimarrà con me per molto tempo. 

"Non capitava quasi mai che restassimo delusi. Scoprivamo sempre qualcosa che io non avevo mai visto prima. Qualcosa di nuovo e meraviglioso"

E Albero? Lui è presente in ogni racconto perché è parte della vita di Suor Anthony e del convento. Ed entrerà a far parte della vita di tutti i newyorchesi. Scoprire la cura e l'impegno che ci vuole per accendere l'Albero del Rockefeller Center mi ha lasciata perplessa! Chi lo avrebbe immaginato! 

Leggetelo! Non ve ne pentirete!